CHIRURGIA BARIATRICA

L’Obesità fa parte di un quadro patologico ben più importante: la MALATTIA METABOLICA di cui fanno parte l’infarto del miocardio, il diabete tipo II, l’ipertensione, la sindrome delle apnee notturne, le vasculopatie i cerebrali, le alterazioni ossee non traumatiche e numerose alterazioni connettivo muscolari.

Questa malattia è molto più diffusa di quanto si possa immaginare e negli ultimi decenni ne è colpita sempre più frequentemente la popolazione giovane. La malattia metabolica è multifattoriale e coinvolge la genetica, l’ambiente, l’alimentazione pertanto l’eradicazione è praticamente impossibile a meno di modificare il nostro patrimonio genetico o distruggere il patrimonio culturale e ambientale che ci circonda.

Si comprende come la terapia più logica sia quella di colpire, ove possibile, il grimaldello sul quale agiscono questi geni.

Questo è tuttora praticamente impossibile in maniera farmacologica in quanto non esiste un organo o una ghiandola specifica da colpire o un ormone o una molecola ben precisa. Tantomeno non sembra corretto sottoporre l’organismo a pericolose restrizioni sia con metodi chirurgici che alimentari.

Si potrebbe invece cercare di rimettere in carreggiata le cellule o le ghiandole che in certo momento della vita cominciano a funzionare male e questo, sembra un paradosso, si può fare chirurgicamente cercando di azzittire quelle diventate malate e lasciando quelle ancora buone, senza togliere o mettere nulla nel nostro corpo ma soltanto nascondendo la vista del cibo a quelle patologiche.

La chirurgia bariatrica mira a restringere, resecare o bypassare qualcosa che non riusciamo a identificare bene. La Chirurgia metabolica è qualcosa di più: mira a risistemare quello che originariamente la natura ci ha dato ma la malattia ha modificato.

Dott. Alfio Garrotto

Il dott. Alfio Garrotto si è laureato nel 1981 in Medicina e Chirurgia nell’Università di Catania, specializzandosi in Chirurgia d’urgenza ed in Endocrinochirurgia.

Nell’anno 2005 ha conseguito il Master universitario di II livello in Chirurgia dell’Obesità presso l’Università di Genova.

Nel 2009 assume la responsabilità del reparto di Chirurgia presso l’Istituto IOMI di Messina Ganzirri dove crea il servizio di Chirurgia Bariatrica che ha all’attivo un’intensa casistica. Durante l’attività ospedaliera ha frequentato a titolo personale l’Istituto Ospedaliero universitario di Parigi Nord, partecipando a numerosi training di sala operatoria.

Ha conseguito il perfezionamento presso l’Institut de Recherche contre les Cancers de l’Appariel Digestif (IRCAD) di Strasburgo nel corso avanzato di chirurgia colorettale laparoscopica.

Dopo avere avuto lusinghieri risultati in alcuni pazienti obesi e con diabete di tipo II, operati nel periodo che intercorre dal 1996 al 2000, per ulcera gastroduodenale eseguendo una Billroth II modificata, viene a conoscenza dell’intervento di minibypass gastrico praticato dal Dr Rutledge che si presenta notevolmente simile alla tecnica da lui eseguita, pertanto già in piena epoca di trionfo del bendaggio gastrico e del Bypass con ansa alla Roux pratica numerosi interventi con questa tecnica che si presenta per contro povera di complicanze e con risultati sovrapponibili al bypass eseguendola attualmente come metodica prevalente dopo un accurato e profondo studio del paziente barbarico.

Dal 2013 ad oggi sono stati operati con successo allo IOMI 3.000 pazienti affetti da obesità grave e sindrome metabolica, più del 60% di questi affetti da gravi patologie associate: OSAS grave in trattamento con CPAP, diabete di tipo 2, ipertensione e cardiopatie, insulinoresistenza e insufficienza venosa cronica degli arti inferiori. È socio della Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità (SICOB) e della International Federation for the Surgery of Obesity (IFSO).

Nel maggio 2015 organizza il congresso “Chirurgia dell’obesità dal gene alla chirurgia” con importanti ospiti internazionali e con la autorevole presenza del Dr Rutledge. Nella presentazione dei lavori l’allora sottosegretario alla salute sottolineò peraltro il fatto che per la prima volta un consistente numero di pazienti fuori regione viene a operarsi nello GIOMI di Ganzirri invertendo il flusso migratorio dei pazienti.

Dott.Alfio Garrotto

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